Finestre – 2026
Melina Mulas
La mostra fotografica di Melina Mulas, a cura di Mariacristina Maccarinelli, presenta tre corpi di opere accomunati dal medesimo soggetto: la finestra. Si tratta di immagini che hanno come soggetto lo spazio e la luce, per arrivare ad un omaggio agli spazi della Fondazione. Non le interessa la fotografia concettuale ma quella di “verità”. Attraverso le opere selezionate, l’artista narra di luoghi lontani carichi di spiritualità e colore, di luoghi di vita e storia familiare, ma anche di spazi che dialogano con l’arte. Architetture, arredi, oggetti vengono illuminati attraverso la finestra, fonte di luce e di meraviglia, cornice a sua volta di spazi altri, ma anche soglia su cui fermarsi. Melina Mulas, nelle sue fotografie, utilizza esclusivamente luce naturale che le permette di creare un racconto, un ritratto che non necessariamente deve avere un soggetto presente, ma che può essere definito nella sua sostanza cogliendo l’anima dei luoghi e la presenza di cose che parlano di un vissuto e ne custodiscono la memoria.
Melina Mulas (1960) è nata e cresciuta in una famiglia di fotografi. Impara il mestiere dalla madre Antonia Mulas e dal 1984 si occupa del lavoro del padre Ugo Mulas. Contemporaneamente porta avanti la sua ricerca nell’ambito del ritratto, della fotografia d’interni a cui si affiancano frequenti collaborazioni con il teatro, la moda. Dal 1991 è in stretto contatto con il Governo Tibetano in esilio in India e ha prodotto il libro “Il Terzo Occhio”, una collezione di ritratti di molti dei Lama Tibetani di maggior rilievo. Nel 2006 espone e pubblica “The Lamas of Tibet/Il Terzo Occhio”, una raccolta di ritratti dei principali Lama tibetani. Dal 1991 ad oggi Non ha mai smesso di documentare alcuni aspetti della cultura del popolo tibetano in esilio in India. Attualmente è docente di fotografia per Naba – Nuova Accademia di Belle Arti e organizza laboratori didattici che coinvolgono gruppi di studenti in un percorso di lavoro collettivo, spesso legato al territorio.

