Per inteso – 2026
Benedetta Manzi

Il medium è oggetto di riflessione, non solo in quanto modalità di rappresentazione (o di manifestazione) del mondo, ma innanzitutto in quanto incarnazione del tempo. Attraverso un lavoro che si affida alla poetica della “serie”, l’artista mette alla prova il tempo come dimensione dell’identità e della differenza, come attesa e come forza di cambiamento, come ricordo e come esperienza corporea. L’immagine fotografica abiterà quindi gli spazi della Fondazione sotto forma di diverse esperienze mediali, dalla proiezione statica al video, dalla stampa fotografica all’installazione.

 

Benedetta Manzi (Guardiagrele, 1994) vive e lavora a Milano. La sua ricerca si sviluppa attorno alla riflessione sul vedere, inteso come processo in continuo divenire. Attraverso fotografia, video e parola indaga ciò che resta ai margini del visibile e del dicibile, soffermandosi sui segni minimi, residuali e spesso invisibili che il tempo, il linguaggio e l’esperienza depositano sulle cose. La ripetizione, la trascrizione e l’uso di materiali personali o ordinari diventano dispositivi di attenzione capaci di generare slittamenti di senso e di interrogare il rapporto tra immagine, parola e trasformazione. Si laurea in Lettere Moderne e in Italianistica presso l’Università di Bologna e si specializza in fotografia presso il CFP Bauer e l’Istituto Europeo di Design di Milano. Nel 2025 vince il Premio Paolo Rigamonti ed è finalista al Premio Arti Visive San Fedele. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni e spazi espositivi tra cui Galleria San Fedele (Milano), Fondazione Stelline (Milano), Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana (Brescia), Spazio Relativo – Borgo di Colle Ameno (Sasso Marconi) e Fotografia Europea (Reggio Emilia).Ha preso parte a residenze e programmi di formazione legati alla fotografia e alla scrittura poetica, collaborando inoltre con realtà come Genealogie del Futuro e Vocale Poesia.

 

a cura di Mariacristina Maccarinelli e Kevin McManus

Info

Data:

Categoria: